GENTE DI COSMO

Ai confini dell'Universo, alle radici del Sapere, per un Mondo migliore

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  VALENTINO COMPASSI
Maestro - Scrittore - Cosmologo - Ermeneuta
 

C R I P T O S C I E N Z A

ECHI DAL PASSATO - LE VIE DEL COSMO  
SCIENZE E TECNOLOGIE REMOTE
FISIOGNOMICA - REINCARNAZIONI
LO SCRIGNO DELL'ARCANO
GLI ARCHIVI DELL'IGNOTO
DOTTRINE TIBETANE
UFOLOGIA

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I SACRI PAMPERS...A QUANDO IL CIUCCIOTTO?

 

WOW!

BECCATEVI QUESTA!

PROGRESSO MISTICO

POVERI OMINIDI, TERRESTRUCOLI CACASOTTO!
AVETE COSI' TANTA PAURA
DI CREPARE A CAUSA
DELL'ALLINEAMENTO PLANETARIO?
SPERIAMO SIA VERO, COSI' LA TERRA
FORSE VEDRA' SPUNTARE UNA
 RAZZA COSMICA INTELLIGENTE.
MA SE COSI' QUESTA VOLTA NON FOSSE,
ALLORA PREGATE I VOSTRI DEI...
AFFINCHE' LO SIA LA PROSSIMA!
 


SUB  DIVO

GRAVITA’
Se si dovesse guastare l’equilibrio gravitazionale fra i pianeti e i pianetini del Sistema Solare, si verificherebbero grandi catastrofi cosmiche, come già avvenuto nel lontano passato. Infatti gli “Impatti cosmici” sono stati e sono numerosissimi.
Circa 15 milioni di anni fa è esploso un grosso pianeta situato tra Marte e Giove (studi dell’astronomo Thomas Van Flandern e di Keplero che, nelle sue “Leggi” affermava: “Tra Marte e Giove io colloco un pianeta.”).
Il letto dell’Oceano Pacifico si sarebbe creato in seguito ad un pezzo di Terra staccatosi dal pianeta, forse in seguito ad un terrificante impatto cosmico.
Una nuova teoria enuncia come la Luna fosse stata un pezzo di Terra che, ancora allo stato morbido primordiale, si fosse staccata dal pianeta raffreddandosi poi, durante il suo vorticare.
Nel Sistema Solare esistono corpi celesti mancanti di enormi pezzi in superficie. Anche se nel Cosmo impera il Caos e il Caso, l’equilibrio delle forse viene regolato dalla forza di gravità e gli impatti e le catastrofi cosmiche, come detto, sono frequentissimi. Gli umani riescono a scoprirne ben pochi, poiché lo spazio è incommensurabile e soltanto una minuta percentuale viene registrata dalle apparecchiature…
Immensi spazi intergalattici, Galassie che si scontrano in un tumulto che dura miliardi di anni… Miliardi di stelle che si sfiorano, corpi celesti che scoppiano, impatti stellari e planetari, catastrofi cosmiche ad opera dei sinistri Grattaterra, cioè di pianetini e meteoriti che precipitano sul suolo di altri corpi celesti, infarti cosmici, catture gravitazionali in un incessante movimento dell’Universo visibile; e la Terra non ne è esente…
Tutto l’Universo è permeato dalla Gravità, sia sui corpi celesti, che godono di una propria gravità, sia nello spazio interplanetario e interstellare. Anche sulla Luna c’è gravità, altrimenti l’uomo non ricadrebbe sul suolo lunare, pur se la caduta è lenta.
Anche un piccolo meteorite ha la sua gravità e qui, sulla Terra, tutto gode di una sua propria gravità, anche un granello di sabbia. Tutto l’Universo è tenuto da un collante gravitazionale che tuttavia spesso viene a subire delle improvvise modifiche, alterandone quindi l’equilibrio. Sappiamo come si è creato il Big-Bang iniziale, a seguito del collasso e della formazione di un nuovo Uovo Cosmico. Ma il collasso dell’Universo è avvenuto proprio per l’effetto gravitazionale dell’immenso buco nero generato, a sua volta, dalla primordiale esplosione. Quel buco nero, in stramiliardi di anni, ha fagocitato tutta la materia  con la rispettiva energia gravitazionale, dando così origine ad un nuovo ammasso che si è sviluppato come Uovo Cosmico.
A sua volta l’Uovo Cosmico è poi esploso generando così un nuovo Universo in espansione, l’attuale, che nel corso di miliardi di anni si autofagociterà in un immenso Buco Nero, generando così un esasperante moto perpetuo sulla formazione degli Universi e sul moto Cosmico…
Conosciamo bene l’immensa forza gravitazionale dell’energia di un Buco Nero: un ipotetico cucchiaino da the di questa energia, peserebbe duecentocinquanta milioni di elefanti e una ipotetica lampadina, accesa al suo interno, non farebbe vedere la sua luce. La Materia, quindi, non esiste più nelle sue Forme, ma esiste soltanto come energia, pari a tutte le energie fagocitate dall’immenso Buco Nero che, predone dello Spazio, sempre più potente e famelico, inghiotte tutto ciò che gli capita a “tiro gravitazionale”.
La materia, quindi, scompare, si disintegra, muore, si trasforma...
Così l’uomo: non è più visibile, è materia finita nella sua funzionalità, è scomparso, è…morto. E’ soltanto un ricordo cosmogenetico di RNA Messaggero.
Per tutti e due questi elementi, la “Morte” lascia una sua forza di gravità, esente dalle forme. Così che dell’uomo, rimane la sua energia; quella energia che un tempo ha voluto darsi una forma. Un’energia immortale, indistruttibile, eterna nel concetto degli umani…Che cosa è l’Aldilà, se non un Buco Nero?
Al di là di cosa? Dell’Universo che vediamo?
E se invece, fosse già questo, l’Aldilà? E se l’Uomo vivesse in un immenso Buco Nero? Con tutte le sue Scienze, l’Uomo non sa neppure questo: egli non sa se vive in una Morte, o se è morto in una Vita. Che differenza fa?
Se per i corpi celesti l’energia di una Forma scomparsa forma un Buco Nero o vaga negli Spazi infiniti sino a quando un Buco Nero non la inghiotta, cosa mai avviene per l’energia (gravitazionale) di un corpo umano che ha perso la sua forma?Avviene l’identica cosa, poiché il meccanismo è l’esatta copia di ciò che avviene nel Macrocosmo: ANATOMIA COSMICA COMPARATA.
L’energia dell’ex forma-umana comincia a vagare negli iperspazi, nell’intercapedine del Nulla, oppure forma essa stessa un vortice di Buco Nero, oppure ancora, viene ad essere fagocitata da un altro Buco Nero di energia. Ma quell’energia, sarà di un ex umano, o di altra specie cosmica?
Esiste una Reincarnazione razzista per leggi cosmiche, oppure la libertà di assumere una nuova forma, o di cercarsela? E’ questo il cosiddetto Destino, così tanto menzionato dal terrestre? E’ un premio? E’ una Punizione?
L’Uomo si è assuefatto nel precisare che la Natura comprende Quattro Regni”: animale, vegetale, minerale, umano. Questi quattro Regni, tra loro non si mischiano, sono dei razzisti cosmici, e quando viene fatto con la forza della sperimentazione tecnologica, l’uomo grida ai “tentativi contro natura”…
Ma perché mai si afferma che la Creazione comprende quattro Regni?
Nulla di più falso! In realtà il Regno è unico ed è quello della “Materia Cosmica”, comune a tutti i Regni catalogati dall’essere umano terrestre.
Alcuni Siddha, in India, pongono all’interno della loro mano uno o più semi di una piantina: con l’andar del tempo la piantina sboccia e cresce, allungando le sue radici nel braccio del Santone; così si possono incontrare Santoni dal braccio anchilosato, pieno di radici, mentre dalla mano è cresciuta una pianta-uomo, in un connubio che sa di spaventosa Ingegneria genetica…
Dove andrà un corpo celeste fagocitato dal buco nero? La scienza non lo sa…
In verità egli si dissolve nella gravità del predone dello spazio, facendo scomparire la sua materia, ma non la sua energia, che si assommerà a quella incommensurabile del buco nero. Ma potrebbero anche verificarsi dei passaggi verso altre…dimensioni.
Per l’Uomo è il medesimo procedimento: egli muore, ma la sua energia può diventare un buco nero che inghiotte altre energie o può essere inghiottito.
Ma come si farà a saperlo? Chi mai avrà la certezza dell’itinerario cosmico?
In verità un’energia inghiottita ma potente (sempre meno di chi l’ha attratta), sarà in grado di farsi sentire nella nuova casa, con conseguenze facilmente immaginabili, forse fino a poterne diventare padrona…
Se invece sarà un’energia di importanza minore, verrà fusa nel nuovo elemento; fusa, ma non cancellata. Essa potrebbe ritrovare poi, una sua nuova strada…
Con questo voglio dire che la Conoscenza, la Consapevolezza, la Pratica, la Sicurezza del proprio livello esoterico e trascendentale, donano alla propria energia una grande potenza, non solo, ma possono far sì che la stessa energia diventi ininquinabile e incorruttibile; quindi crescerà sempre di più, in un modo autonomo, memore della sua forza passata… Sarà, per così dire, un’energia…divina. Ma il divino non sarà comunque il fine unico…
La Reincarnazione esiste; per tutto. Dal granello di sabbia, all’intero Universo!
E’ un principio semplice, consequenziale, ma che l’uomo si ostina a sottovalutare o storpiare in congetture ridicole, a favore delle sue Religioni.
Con la Conoscenza applicata, si ottiene un equilibrio da libero arbitrio e la fase giusta di scelta decisionale. Si può quindi, tramite le scelte Karmiche, accrescere o diminuire le energie che albergano nell’uomo. Il libero arbitrio, tramite il sano veicolo della Conoscenza, permette di giungere all’Illuminazione, percorrendo favorevoli sentieri, senza Dreg e Grib (inquinamenti). La Conoscenza setaccia e la pratica aiuta la Conoscenza: tutte e due raffigurano e plasmano il Karma.
I grandi Santoni, gli Iniziati e i Giusti Maestri, assurgono ad una posizione di purezza il più possibile vicina all’energia originaria. E’ un giro enorme e semplice nella sua struttura: dal Cosmo si passa al Karma, per poi ritornare al Cosmo.
Questa è la Vita Eterna. Chi ha saputo costruire un Castello di Forza, lo deve sempre ristrutturare…perché possano riaffiorare tutte le energie colà dimoranti e poterle così setacciare, riconoscendo e ricacciando nel cammino spento, quelle che sono di “non appartenenza.”
La tutela del Karma è data dalle Azioni dettate dalla Conoscenza sublimata.

Valentino Compassi



A U M
In Tibet, scrigno dell’Umanità, la sacra sillaba assume significati scientifico-esoterici di massima importanza e racchiude in sé una conoscenza molto profonda.
Citeremo come esempio il significato della AUM nelle meditazioni di Scuola Saskyapa e Ninmapa (molto vicine al BON).
Per giungere all’estasi o alla semi-estasi della non-dualità e quindi per raggiungere l’Assoluto, a pochi passi (per così dire) dall’Illuminazione, si pronuncia la AUM nei toni profondamente gutturali e sotterranei, al contrario di come fanno gli occidentali in cerca di individualismi molto ridicoli, sterili e terribilmente esteriori.
La regola di Conoscenza nella pronuncia della AUM è la seguente:

 A - Nell’emissione di questa vocale, le labbra sono aperte per cui A diventa  il mondo che si palesa, il visibile, il toccabile, l’udibile, la materia, l’esistenza terrena delle forme, le azioni conseguenti alla mente razionale.

U - Le labbra tendono a chiudersi (o a schiudersi!), per cui questa vocale è la "Via di mezzo", l'Occulto, la Conoscenza segreta e sotterranea, l'Iniziazione, il Vahana per l'Alto, la perfetta funzionalità delle 5 Menti.

M - Le labbra sono completamente chiuse. Il suono è interiore.  E’ il viaggio cosmico introspettivo, la ricerca vibrante dell’Essenza pura, l’esclusione assoluta della materia o dalla materia e del razionale planetario, l'allontanamento dai concetti e dalle Forme, la Mente cosmica.

Come si evince, si parte dalla MATERIA, indispensabile checché ne dicano i falsi santoni e coloro che amano dire parole grandi per concetti piccoli, al posto di parole piccole per concetti grandi, si sprofonda poi nello studio della Fisica occulta, si viaggia nella Conoscenza "oltre la conoscenza", per poi inoltrarsi nell'ultrasuono sciamanico che affronta e offre il perchè delle cose, dell'Universo, del Tempo, degli Dei.
Ora, con questi concetti ben meditati e assorbiti, si capirà il perché della AUM e il perché tutto il sistema del sacro Mantra ruoti attorno alla conquista della M finale che, dapprima sarà udibile, ma che, dopo un certo tempo, pur continuando ad emetterla, non lo sarà più.
E sarà proprio quello il grande momento dell’Integrazione Cosmica, il Sentiero della HUM, che porterà alle ri-velazioni e allo stato dell’azione sciamanica.

 RI-VELAZIONE
Perché mai, di una cosa che finalmente si è saputa o intuita, si dice “Rivelazione”?
Rivelare è detto di cosa velata di nuovo, come si dice per rifare, riordinare, rileggere; il ri è pertanto, in questo caso, un ripetitivo (Rivedere viene da ri-vedo e cioè vedo di nuovo, ammiro ancora, penso di nuovo, visualizzando nella mente).
Ma il senso del verbo rivelare è profondamente esoterico, al contrario di svelare che è più pratico, più spiccio, più terrestre. Se si ottiene una Rivelazione, ad esempio durante una meditazione, è giusto che il concetto sia quello di ri-velazione e cioè il velare di nuovo, coprire, nascondere, occultare. Ma perché?
Perché una profonda rivelazione, fortemente esoterica, mistica, trascendentale, ottenuta in una fase di distacco dalle Forme e dai Concetti planetari, è un  guizzo d’intuito, una folgorazione divina, un apprendere velocissimo, che si può misurare in nano-secondi; è un messaggio di Sapere cosmico che viene captato e registrato e che è nel corredo immortale della Mente.
E come tale, deve essere custodito e difeso da un Campo dei Meriti cosmicamente sciente e cosciente. Esso è una cellula karmica, appartiene alla propria Ascesa, alla propria Cosmogenesi,  e si deve “sapere” e “sentire” a chi concederlo.
Colui che lo percepisce ha tuttavia un corpo, una forma pesante e cerebralmente pensante, che è lontana anni-luce dalla metamorfosi o dalla transustanziazione in Entità astrale, in Energia sublimata, dalla quale scaturiscono gli intuiti che accrescono il Sapere umano; avviene cioè un passaggio, in verità molto individuale, che ammanta la Rivelazione nel proprio Corpo astrale, nella Non-forma, in ciò che comunemente viene chiamato Spirito e quindi NON nel cervello, che fa parte dell’involucro grossolano, della Forma visibile, inquinata dalle impurità esistenziali.
E’ per questo che la Rivelazione viene ri-velata, cioè ricoperta, preservata, gelosamente custodita. Chi l’ha ottenuta, è un depositario cosmico, è un “distaccato”. E’ in alto. E dall’alto si vede meglio, si allaccia e si capisce meglio, si è soli, ma con tutti.
Il cervello planetario ne trae allora benèfici impulsi nelle azioni e la Ri-velazione verrà sv-elata là dove frutterà alla Causa comune delle Verità cosmiche.
Ed è ovvio che, una volta scoperto il messaggio, lo si debba ri-velare, cioè nascondere, custodire nello scrigno trascendentale, onde preservarlo, come detto, dagli inquinamenti della mente razionale e del corpo e dagli attacchi esterni. Da quello cioè, che in linguaggio del BON, si chiama Grib e Dreg.
La Ri-velazione avrà sospinto il Ricettore e Detentore del segreto meno lontano dall’Assoluto; un gradino di Iniziazione che amplierà Saggezza e Sapere e che mostrerà più limpidamente il Sentiero e il Cammino verso le radici del Tempo e le orme degli Inizi, là dove non ci sono confini e dove confluiscono, in un vortice creativo di Luce, gli Universi, il Tempo e lo Spazio.
Che il Dio degli Universi, Sans po Bum kri, che la sua paredra Signora del Tempo e dello Spazio, Sa trig er Sans e che il Dio della Luce bianca Gcen lha od dkar, ci siano sempre ispiratori.
 

VITA
Concetto terrestre che fonde e confonde quello di Esistenza e di Vita insieme.
La Vita è il percorso che un elemento cosmico qualsiasi, quindi anche l’Uomo, effettua dalla nascita dell’Universo alla ri-formazione del relativo Uovo cosmico, dopo il Big Crunch (implosione) dello stesso Universo.
L’Esistenza è invece la comparsa di una forma, quindi anche dell’Uomo, durante un dato periodo di evoluzione (?) cosmica, ovvero in una data civiltà con un certo tipo di società e di socialità.
La Vita è pertanto immortale; L’Esistenza muore. Essa è l’Impermanenza.
Chi esiste, è pertanto sempre esistito ed esisterà sempre; la sua energia primordiale lo presenterà in diverse forme successive, nelle diverse tappe esistenziali. La Vita non si inquina; essa è immutabile, inalterabile, non conosce il concetto delle dualità, non considera il pianeta ospitante. Essa è essenzialmente cosmica.
E’ in quanto è. Generata da energia di particelle primordiali.
L’Esistenza, al contrario, si inquina, si piega, si gonfia, si modella, è variabile, opportunistica, scaltra, buona o cattiva.
Alla fine di un Universo visibile, cioè alla ri-formazione dell’Uovo cosmico di un Universo in ex espansione, tutte le energie saranno di nuovo fuse in un’immensa sinfonia cosmica nucleare, in particelle cosmiche che, dopo miliardi di anni di gestazione ri-esploderanno, generando un novello Universo in espansione, e quindi in ciò che l’uomo chiama comunemente: Universo visibile.
Si arguisce come, in questo immutabile gioco cosmico, il concetto del Bene e del Male non esista come concetto di Vita, ma solo nei concetti dell’Esistenza, poiché in realtà, il santo e il brigante si ritroveranno in fusione cosmica di energia, come particelle fisiche nucleari in un ammasso atomistico di miliardi di gradi Kelvin.
I concetti del Bene e del Male, con tutti i relativi derivati, sono pertanto appannaggio delle civiltà, delle società e quindi dell’Esistenza, non della Vita.
Disfattismo cosmico?
NO! Semplici deduzioni cosmo-logiche. Da meditare.

ANATOMIA COSMICA COMPARATA
Correlazione tra Microcosmo e Macrocosmo, ossia tra gli elementi e i processi che danno origine, divenire e morte al "corpo" dell’Universo e quelli del corpo umano.
a - L’Universo visibile è scaturito dall’esplosione dell’Uovo cosmico primordiale, qualcosa come 15 miliardi di anni fa.
b - Tra alcune civiltà antiche, come ad esempio quelle del Centro America, il moto costante, eterno ed esasperante dell’Uovo cosmico che si contrae e che esplode, veniva chiamato HURACAN o CUORE DEL CIELO, per designare le diastole e le sistole dello stesso Universo. In Oriente viene invece rappresentato con i movimenti di apertura e di chiusura dei petali del FIOR DI LOTO.
L’Universo visibile è dunque nato dall’Uovo ma, in verità, di Uova Cosmiche ce ne sono in stragrande quantità, proprio come nell’Utero di una Femmina.
c - Le Uova, cosmiche o no che siano, devono essere "fecondate", per creare qualcosa di nuovo.
 Ci sarebbe quindi un Fecondatore (Universo Maschio), che il premio Nobel per la Chimica Ilya Prigogine, definisce: Freccia del Tempo e che il remoto testo tibetano Ye smon Gyal po, erroneamente tradotto con il titolo "Stanze di Dzyan", chiama "Dardo fecondatore" (dov’è la differenza?).
d - Se c’è un Fecondatore e un ricettacolo per la Creazione, si parla di due elementi, due fattori, due corpi che operano per originare un "parto cosmico".
L’Uovo cosmico primordiale, all’atto della sua immane esplosione, partorisce un nuovo Universo in espansione.
e - Può anche darsi che l’Universo si "autofecondi". Si avrebbe così un Universo androgino, proprio come si ipotizza fossero alcuni Esseri dei tempi remoti.
f - L’Universo visibile di oggi, sarebbe pertanto il prodotto di una copulazione cosmica, consumata
tra Universo maschio e femmina.
g - L’Universo fecondatore potrebbe essere ciò che gli umani chiamano Anti Universo.
h - Galassie e materie stellari sono cellule viventi di uno sterminato corpo cosmico.
i - L’Uovo cosmico ha il movimento del cuore umano (diastole/sistole = Big Bang e Big Crunch = Fior di Loto) e potrebbero esistere altri "pezzi"
Cosmo-anatomici, quali: occhi, bocca, interiora, fegato eccetera, che vengono oggi tradotti in linguaggi e terminologie di pura Astrofisica.
Da meditare.

DIO BUONO E MISERICORDIOSO
Questo è quello che comunemente si dice, con tanta fede. Ma Dio era spietato, vendicativo, distruttore e despota. Non lo dico mica io... lo scrive la Bibbia.
"....la sua collera divampa, le sue labbra trasudano furore e la sua lingua è un fuoco divorante... Ecco il Signore degli eserciti, abbatte con terrificante potenza i rami... Ecco il Signore, viene col fuoco, il suo carro è come un turbine, deciso a saziare la sua collera con l’incendio e le sue minacce con le fiamme di fuoco..."(Isaia). Esaltante il commento di Padre Jacobo Tirino Antuerpiani (1775): "Igne veniet, vindictae temporalis; cum igne conflagrationis et gladio divinae ultionis; per Turbinem designatur celeritas et impetus...".
"Un fuoco uscì dalla presenza del Signore e divorò i 250 uomini..." (Numeri).
"Il Signore è un Dio geloso e vendicatore. Il Signore fa vendetta...e conserva rancore verso i suoi nemici..."(Nahum). Altro che il perdono e il non toccate Caino!
"Ecco la Gloria del Signore, il suo rumore era come di una massa di acque e la terra risplendeva della sua imponenza..."(Ezechiele).Tirino: "Erat quasi vox aquarum, inundatium, dum summo impetu, strepitu, fragore..."(!). Chissà che razza di macchine aveva...!
Chiudiamo così, per ora, descrivendo la punizione per un tumulto. Rivolgendosi a Mosè e Aronne, Egli disse: "Allontanatevi da questa moltitudine ed io li consumerò in un attimo...".
I morti per quel castigo furono 14.700... con un sol colpo! E’ comprensibile perché il popolo, un bel giorno decise di non adorarlo più.
Per oltre 50 anni
adorò un meccanismo magico e misterioso che si chiamava Nehustan e che invece di uccidere, guariva...Chissà mai cos’era, per prendere il posto di YHW! Ma i Padri della Chiesa hanno messo subito la toppa e lo hanno fatto diventare un... serpente di bronzo. Volete vederlo? Andate in S. Ambrogio a Milano: nella parte sinistra della navata centrale, vicino al quarto pilastro, vedrete una colonna isolata che regge il serpente di bronzo. Ma per maggiori esaltanti ragguagli leggete la Bibbia, Numeri 21, 4-9 e il IV Libro dei Re 18,4 e se volete, il mio libro "La Colonna di Fuoco".

 

 


MULTA  PULCHRA

TERRESTRI
L'Involucro umano è una seconda casa che il Cosmo dà in affitto alla Mente.

Valentino C. 16.11.2009

TERRE SANTE
Il termine “santo” deriva dal sanscrito shanta, colui che sa, l’ispirato, così come “padre” deriva dal sanscrito pitr (padre) o il termine “papa” che deriva dal tibetano Pags pa, eminenza, eccellenza... Non c’è da stupirsi, la civiltà sanscrita inseminò l’Europa e chi vuol vedere i veri europei vada ad incontrare le etnie del Dardistan, dirette discendenti dei sanscriti. Orbene, terra santa dovrebbe significare “terra di sapere” o “terra di ispirazione” o altri analoghi significati. E’ indubbio che molti pronunciano questa frase condendola soltanto di fede religiosa o adagiando la propria mente sulle ali dell’abitudine di massa. E anche se dovessimo prendere per buona la ragione religiosa, non vediamo perchè una terra dovrebbe risultare “santa” anche per coloro che non sono della medesima fede. Se poi volessimo accettare la questione puramente religiosa, dovremmo chiamare “sante” anche quelle terre che hanno dato origine a tutte le religioni del pianeta Terra.
Perchè scrivo questo tortuoso preambolo? Semplicemente perchè esiste una terra di Sapienza antica, di crocevia religiosi e di ricordi di remote civiltà che ne fanno davvero una terra santa. Parlo del Sinkiang Uighur, là dove si estende il meraviglioso deserto del Takla Makan, custode di vestigia remote e di religioni per le quali gli uomini non sono in conflitto, ma vivono in fratellanza.  Tra i Laghi del Lop Nor, le vestigia di Lou Lan, di Kharadong e di Khara Koto, lo stupendo fiume Tarim Basin, la misteriosa località di Kashgar (Kashi), la depressione del Turfan e le Montagne del Paradiso della Zungaria, il grande Sven Hedin trovò medaglie e monete con l’effige di Nestorio di Germanicia, cristiano, forse ricordi del misterioso Prete Gianni. E i cristiani nestoriani ci sono ancora in quella terra, insieme agli islamici, ai buddhisti, agli sciamani veri. Vivono in pace, depositari di antichissimo Sapere, di profonde radici di Saggezza, di luminose civiltà.
Sì, quella è davvero una Terra Santa.   

NIBIRU
Quante ipotesi sui "nuovi pianeti" che navigano nel Sistema Solare! Quante fantasie e anche catastrofismi legati a religioni, psiconi di paure di massa, sensi di colpa mediatici o semplicemente mania di mettersi in mostra.
Sull'ipotesi del pianeta Nibiru se ne dicono di cotte e di crude. Io vorrei riportare, sic et simpliciter, quanto è scritto nel magnifico ENUMA ELIS, il poema della Creazione assiro-babilonese di migliaia di anni fa.
Premesso che il nome Nibiru è legato al grande Marduk, il remoto "ordinatore" dei nostri cieli e premesso che il detto Marduk era un "dio" in carne ed ossa che veniva a controllare se le cose andavano secondo le sue disposizioni, e premesso ancora che la sua macchina aerea, di potenza inaudita, si chiamava Muscussu, ecco quanto dice la Tavola Quinta dell'Enuma Elis:
"Egli formò la stazione per i grandi dei...
Egli fondò la stazione di Nibiru per fissare il loro legamento...affinchè nessuno trasgredisse...
Egli stabilì presso di lui la stazione di Enlil ed Ea...
".
Bene: chi vuol nascondere queste parole nella Mitologia di comodo e annebbiacervelli, lo faccia pure. Io invece desidero scendere tra le righe e fissare nella Mente i termini "stazione" e "legamento" e poi, ricordandomi che anche le remote scritture sanscrite parlavano di stazioni orbitanti, come quella chiamata Sudarsoma, che ospitava 33 "Dei" che navigavano nello spazio detto Samudrasantàna, mi piace essere convinto doversi trattare non di semplici pianeti, ma di punti di collegamento, di basi logistiche e tattiche per Coloro che in tempi lontanissimi furono padroni dei nostri cieli e spesso divennero re divini sulla Terra.

SFILATE DI MODA: MA A CHE SERVONO?
 Si, va bene. La moda è un’industria, è creatività, è uno dei nomi che “fanno” l’Italia, è un giro di miliardi... Va bene, ma all’Umanità che beneficio porta? Quali sono i progressi mentali che procura all’uomo? La si accetta per assuefazione, per addormentamento di neuroni, per consuetudine psiconica, o perchè se ne avverte una certa importanza indispensabile e momentanea?
Le “sfilate” non interessano quasi più, non ci si diverte più, non si ammirano più.
Sono quasi uno spettacolo comico, a dir poco. O uno studio socioantropologico.  Per me, di sicuro. La vera femmina non viene sottolineata, è rara, la femminilità è decaduta in verticale, o forse è scaduta. La donna è diventata un pupazzo vestito spesso con gusti ridicoli, da barzelletta. I tentativi di trovare aggettivi e parole di accompagnamento ai modelli degli abiti, denotano forzature linguistiche e velate imposizioni subliminali da disperati. Non si sa più come pubblicizzare il perchè.
Le frasi-droga e le parole annebbia-cervello che accompagnano le sfilate di moda non si contano più: “per la donna che guarda avanti”. Ma dite la verità: quell’avanti va silenziosamente a potenziare il famelico scettro femminista italico?
E allora ditelo chiaro: “per la donna che lotta per il potere”...
E’ raro vedere il potere che sorride. Egli si presenta con il volto serio, accigliato, pensoso, volitivo, maschio. Proprio come le espressioni sui volti delle indossatrici. Sempre altezzose, serie, quasi mai con un sorriso, con atteggiamento di superiorità, quasi di sprezzo e di disprezzo, impegnate cerebralmente, sguscianti come fantasmi che hanno un sacco di cose da fare, poverine. E se si aggiunge che queste espressioni ondeggiano su corpi fatti di sole ossa, su gambe che sembrano frantumarsi da un momento all’altro e su camminate degne di robot fantascientifici di invasori interplanetari, allora c’è da chiedersi: ma che fine ha fatto la donna?
Chissà come soffrirà interiormente l’indossatrice allegra, la vera femmina, magari anche romantica! Ma la donna “dev’essere presentata così”, così la vogliono i santoni delle leggi della nuova socialità, come un robot, e anche perchè è lei stessa che si compiace esserlo.
E beccatevela così!
Forse arriverà il giorno in cui il maschio della Terra, stanco e disgustato di vedere la natura femminile avariata, progetterà un nuovo “ratto delle Sabine”.
Si, ma da un altro pianeta.

CARNAC
Magico nome, magica terra!
Regina del Morbihan in Bretagna, Carnac sonnecchia al Sole luminosissimo della Costa dei Megaliti; vi si può giungere dopo aver percorso l’itinerario dei fantastici castelli della Loira, puntando poi direttamente su Nantes e quindi sulla Costa d’Amour: ecco Vannes, ecco Auray, autentici splendidi gioielli che si specchiano nelle limpide acque di un Oceano dai riflessi d’argento!
Puntando su Carnac, l’atmosfera diventa elettrizzante; si intuisce di esser prossimi alla vista di uno spettacolo esaltante, indimenticabile, non di questa Terra né di questa dimensione.
All’improvviso la campagna si apre in uno scenario irreale, impensabile, colossale: 3.000 e più megaliti (Menhir), e numerosi Dolmen.
Megaliti incredibili, colossali, a volte solitari e maestosi, spesso a gruppi, come se fossero famiglie.
Fenomenali macigni conficcati nella terra da remoti esseri umani; macigni alti 5, 6, 7 metri che per altri metri si allungano sotto il suolo.
Uno di questi, a Kerloas en Plouarzel, misura 10 metri di altezza e pesa 150 tonnellate!
Qualche chilometro a Nord di Carnac, percorrendo la Rue des Korrigans o quella di Courdiec, ecco apparire i famosi Allignements du Menec: 1169 megaliti disposti su 11 linee, per una larghezza di 100 metri, su un percorso che si snoda lungo 1167 metri.
Poco distanti si trovano gli Allignements de Kermario: 1029 megaliti disposti in 10 linee, per una larghezza di 100 metri e su un percorso di 1120 metri; e poi i megaliti di Kerlescan, 594 menhir su 13 linee per 139 metri di larghezza e 880 metri di percorso.
Tutta la vasta zona, per un raggio di molti chilometri, è disseminata di megaliti, disposti in ovale o in rettilineo, oppure svettanti maestosamente a singolo elemento o in gruppi.
I nomi delle località megalitiche del territorio sono anch’essi strani: Kerzehro, Pennarc’h, Er, Kerveatous, Druides, Crucuno, Ioh, Kerkado, Ty, Kerbannalec, Croh, Crach; nomi da fiaba e da realtà sconosciute.
Il più grande Menhir (oggi per metà rovinato) resta comunque quello di Locmariaquer, nei pressi di Carnac in direzione del vasto Oceano: 350 tonnellate letteralmente conficcate al suolo!
Dall’esaltata era del computer e del termonucleare (riscoperto) ci si trova immersi in storie di oltre 5.000 anni fa: storie di Uomini forti, di misteriosi predecessori dell’attuale Homo Tecnologicus, storie di chi, forse, possedeva Scienze sconosciute o era in contatto con appartenenti a Civiltà evolutissime.
E parliamo di evoluzioni sia materiali che spirituali.
Fanno un po’ ridere i Santoni della Scienza ufficiale allorchè, annaspando nel buio della non-conoscenza, enunciano i loro postulati, accettati per assuefazione, e che per lo più si basano su “Luoghi di raccolta dei Morti!”
E diventano un po’ bambini capricciosi allorchè, rigirando tra le mani ossicini vari e basandosi sulla tanto esaltata antropometrìa, fanno compiere arteriosclerotici balzi di centinaia di migliaia di anni a questo tartassato Homo Sapiens!
Le verità sono ben altre.
Sono forse quelle che in un nanosecondo dilagano nella mente di chi, ammutolito, si ritrova a percorrere la foresta di quei megaliti giganteschi: verità che parlano di storie sconosciute e meravigliose dell’Umanità.
Storie di Giganti, storie di Religioni cosmiche, storie di Razza sconosciute e potenti, storie di superciviltà scomparse.
E’ fra quei messaggi enigmatici che i grandi camminano pensierosi, i bambini gioiscono festosi; si è portati a dimenticare tutto, rapiti da quella dimensione cosmica, le labbra vengono increspate da smorfie di sbigottimento e incredulità e la meraviglia, l’intima gioia e il turbamento, regnano sovrani.
Taluni cercano affannosamente un segno, un simbolo, un’iscrizione; altri infilano mani e braccia tra le plurimillenarie spaccature che si aprono sui megaliti, altri ancora salgono trionfanti sulla sommità dei Menhir, o li abbracciano felici.
Ma questi Allignements, talora dritti come un’autostrada, restano ancora un inesorabile, affascinante mistero della Terra, così come Stonehenge nel Sud della Gran Bretagna, sul quale si continuano a raccontar favole, o come tanti altri autentici enigmi disseminati su questo piccolo pianeta e sui quali si scrivono fiumi d’inchiostro, pur di non accettare “altre” Verità.
Passeggiando assorti e pensosi tra questi giganteschi e meravigliosi misteri è difficile non esser rapiti da autentico entusiasmo e da elettrizzante desiderio di Sapere; forse a qualcuno potrà venire un nodo alla gola, per non poter conoscere quel passato meraviglioso e colossale, pur calpestando la stessa terra che fu sede di remotissimi antenati.
Ordinati e silenziosi, i giganteschi massi non lasciano trapelare nulla: i pensieri si intrecciano e ognuno vive nel suo mondo con i propri pensieri, immerso in un’altra dimensione.
Spettacolo superbo e stupendo, manifestazione di potenza inaudita, di conoscenza e di profondi misteri.

E la notte, al chiaror della Luna, le scintillanti punte dei Menhir cercano vibranti qualcosa lassù, nell’immensità degli abissi cosmici.

ELOHIM
Il grande Enoch, radiato dalla Bibbia per le sue meravigliose esperienze spaziali e apparizioni mistico-tecnologiche, opera una precisa descrizione degli Elohim.
Nel suo mirabile “Libro dei Vigilanti” (Enoch etiopico), parte II, cap. VI, scrive: “Ed accadde, da che aumentarono i figli degli uomini, che in quei tempi nacquero ad essi, ragazze belle di aspetto. E gli Angeli, figli del Cielo, le videro e se ne innamorarono e dissero fra loro: ‘Venite, scegliamoci delle donne fra i figli degli uomini e generiamoci dei figli.’ E disse loro Semyaza, il loro capo: ‘Ciò non dovrà essere fatto, perché io solo pagherò il fio di questo…’
E tutti gli risposero e gli dissero: ‘Giuriamo tutti noi’, e si impegnarono di non recedere da questo proposito. Ed erano, in tutto, in numero di duecento. E scesero in Ardis, sulla vetta del monte Armon…
E si presero per loro le mogli ed ognuno ne scelse una, e si unirono con loro…
Insegnarono loro incantesimi e magie e mostrarono il taglio delle piante e radici.
Ed esse rimasero incinte e generarono giganti di trecento gomiti…
(Come dice l’Oblato Jacobo Tirino Antuerpiani, grande commentatore biblico:
Ex hac commistione, prognati sunt gigantes ”).
Costoro mangiarono di tutto e la fatica degli uomini e i giganti si voltarono contro gli uomini e ne mangiarono…
La terra, allora, li rigettò…
E allora il Grande, l’Altissimo, parlò ed inviò Arseyaleyor dal figlio di Lamek (cioè da Uta Napishtim, Noè) e gli disse: ‘Digli, a nome mio, di nascondersi, di fuggire, e manifestagli la fine della Terra e quel che in essa perirà…’.”
Dobbiamo precisare che per “Terra”, devesi intendere soltanto la Mesopotamia, che in quel tempo era considerata il centro dell’Universo tutto!
Come si può arguire, gli Elohim, non furono certamente quegli extraterrestri belli, biondi, celestiali, eterei e pregni d’amore che, a detta di taluni, formarono l’uomo a propria immagine, diffondendo il Verbo dell’Amore divino!
Se così fosse, l’uomo sarebbe, a dire poco, mostruoso…ma non è detto che non lo sia, agli occhi di altri abitatori del Cosmo...