C R I P T O S C I E N
Z A
ECHI DAL PASSATO - LE VIE DEL COSMO
SCIENZE E TECNOLOGIE REMOTE
FISIOGNOMICA -
REINCARNAZIONI
LO SCRIGNO DELL'ARCANO
GLI ARCHIVI DELL'IGNOTO
DOTTRINE TIBETANE
UFOLOGIA
\\\\\
Però!..
I SACRI PAMPERS...A
QUANDO IL CIUCCIOTTO?
WOW!
BECCATEVI QUESTA!
PROGRESSO MISTICO
SUB DIVO
TIBET, GELUGPA E BON La tragica conseguenza delle sanguinose lotte religiose tra gli
appartenenti dell’antica religione naturale del BON, vero cuore e mente
del Bod Yul (Tibet) e i cosiddetti innovatori che per ragioni politiche
e di comodo aprirono le sacre porte del Tibet ad un Buddhismo di
importazione indiana, hanno portato alla soglia della perdita della
propria identità di un popolo grande nel cuore e nella Conoscenza.
Il colpo finale ad una sorta di cocktail inventato da Santaraksita
e dal grande Padmasambhava i cui ingredienti dovevano essere il
BON e il Buddhismo di importazione, amalgamati in una finta alchimia che
prese il nome di Lamaismo, fu dato dal “riformista” Tsong Khapa che, non
avendo altro da fare, dettò le leggi per estromettere il BON
dall’ufficialità della religione tibetana.
In sintesi, senza scrivere molti nomi o date, la cacciata sanguinosa
dei BON, che preferirono le montagne e i deserti pur di non sottomettere
il loro Sapere e la loro dignità di veri sciamani, alla repressione e
alla congiura politica della Scuola Gelugpa (setta gialla del Dalè Lama,
tuttora imperante e riconosciuta), ha portato lentamente alla
disgregazione del popolo tibetano con buon gioco di chi ne ha
approfittato.
Quando in una famiglia c’è lotta per il potere, si fa avanti la rovina.
Il Dalè Lama, grande mente di un tempo e amico intimo del Panchen Lama,
capo dei BON, si è perso strada facendo. Ha creduto di poter applicare
“La via di mezzo”, quasi una sua invenzione, alla lungimirante avidità
della Cina moderna, dimenticando che, da premio Nobel, avrebbe potuto
mettere il mondo a soqquadro urlando con forza il dolore del suo popolo
nelle giuste Sedi. Invece ha cercato una terza via, appoggiandosi
ad un’America e ad un Occidente che di terze vie se ne frega altamente,
anche perchè non le capisce e non le capirà giammai.
Soltanto uno riuscì a farlo, il Mahatma, suscitando ammirazione
persino negli occupanti. Ma Lui era di un’altra stoffa. Che cosa ha
fatto invece Tenzin Ghiatsò Kundun Rimpoche Chenrezig in tutti questi
anni? Il Kalachakra, questo ha fatto o meglio, ha officiato. E
l’Occidente, che nulla capisce di Tibet se non le favolette esoteriche
al lume di candela, ha pensato bene di non documentarsi sulla Storia
martoriata di quella meravigliosa terra lontana, basando i suoi aneliti
di Sapere esclusivamente sulle tante fandonie che vengono scritte e sui
viaggi astrali o, ancor peggio, basandosi su micidiali politiche di
parte.
E cosa fa in proposito l'Occidente? A parte i ridicoli incatenamenti,
gli odiosi scioperi della fame e della sete, le fiaccolate sciupasoldi,
le chiacchiere di incompetenti e di finti buonisti, i dissacranti Cristi
con gli occhi a mandorla e i furbi saluti in cinese, non fa proprio
nulla. E l'avanzata inesorabile di nuove civiltà ben organizzate fissa i
picchetti. Chi paga lo scotto è il popolo tibetano, quello che soffre in
silenzio, che non urla, che non fa il G8! Quello che sta vicino ai suoi
Dei, alla magia naturale della natura. E il TG SKY del 22.3.2008 ha
fatto vedere un giornale estero che parlava di un movimento tibetano di
Dissidenti contro il Dalè Lama. Era ora! Cadrà un altro simbolo, per
incapacità, e il BON, anima e simbolo di quel grande popolo, tornerà a
illuminare corpo parola e mente di chi ha avuto il coraggio di restare e
di soffrire nella sua stupenda Terra, tramutandola nel vero OGMIN,
il paradiso degli uomini straordinari.
Om Vajra kila ya, kile ye, swa ha!
Maestro
Bon Phuntsok Namgyal
(ValentinoCompassi)
RI-VELAZIONE Perché mai, di una cosa che
finalmente si è saputa o intuita, si dice “Rivelazione”?
Rivelare è detto di cosa velata di nuovo, come si dice per
rifare, riordinare, rileggere; il ri è pertanto, in questo caso, un
ripetitivo (Rivedere viene da ri-vedo e cioè vedo di nuovo, ammiro
ancora, penso di nuovo, visualizzando nella mente).
Ma il senso del verbo rivelare è profondamente esoterico, al
contrario di svelare che è più pratico, più spiccio, più terrestre. Se
si ottiene una Rivelazione, ad esempio durante una meditazione, è giusto
che il concetto sia quello di ri-velazione e cioè il velare di nuovo,
coprire, nascondere, occultare. Ma perché?
Perché una profonda rivelazione, fortemente esoterica, mistica,
trascendentale, ottenuta in una fase di distacco dalle Forme e dai
Concetti planetari, è un guizzo d’intuito, una folgorazione divina, un
apprendere velocissimo, che si può misurare in nano-secondi; è un
messaggio di Sapere cosmico che viene captato e registrato e che è nel
corredo immortale della Mente.
E come tale, deve essere custodito e difeso da un Campo dei Meriti
cosmicamente sciente e cosciente. Esso è una cellula karmica, appartiene
alla propria Ascesa, alla propria Cosmogenesi, e si deve “sapere” e
“sentire” a chi concederlo.
Colui che lo percepisce ha tuttavia un corpo, una forma pesante e
cerebralmente pensante, che è lontana anni-luce dalla metamorfosi o
dalla transustanziazione in Entità astrale, in Energia sublimata, dalla
quale scaturiscono gli intuiti che accrescono il Sapere umano; avviene
cioè un passaggio, in verità molto individuale, che ammanta la
Rivelazione nel proprio Corpo astrale, nella Non-forma, in ciò che
comunemente viene chiamato Spirito e quindi NON nel cervello, che fa
parte dell’involucro grossolano, della Forma visibile, inquinata dalle
impurità esistenziali.
E’ per questo che la Rivelazione viene ri-velata, cioè ricoperta,
preservata, gelosamente custodita. Chi l’ha ottenuta, è un depositario
cosmico, è un “distaccato”. E’ in alto. E dall’alto si vede meglio, si
allaccia e si capisce meglio, si è soli, ma con tutti.
Il cervello planetario ne trae allora benèfici impulsi nelle azioni e la
Ri-velazione verrà sv-elata là dove frutterà alla Causa comune delle
Verità cosmiche.
Ed è ovvio che, una volta scoperto il messaggio, lo si debba ri-velare,
cioè nascondere, custodire nello scrigno trascendentale, onde
preservarlo, come detto, dagli inquinamenti della mente razionale e del
corpo e dagli attacchi esterni. Da quello cioè, che in linguaggio del
BON, si chiama Grib e Dreg.
La Ri-velazione avrà sospinto il Ricettore e Detentore del segreto meno
lontano dall’Assoluto; un gradino di Iniziazione che amplierà Saggezza e
Sapere e che mostrerà più limpidamente il Sentiero e il Cammino verso le
radici del Tempo e le orme degli Inizi, là dove non ci sono confini e
dove confluiscono, in un vortice creativo di Luce, gli Universi, il
Tempo e lo Spazio.
Che il Dio degli Universi, Sans po Bum kri, che la sua paredra
Signora del Tempo e dello Spazio, Sa trig er Sans e che il Dio
della Luce bianca Gcen lha od dkar, ci siano sempre ispiratori. VITA Concetto terrestre che fonde e confonde quello di
Esistenza e di Vita insieme.
La Vita è il percorso che un elemento cosmico qualsiasi, quindi anche
l’Uomo, effettua dalla nascita dell’Universo alla ri-formazione del
relativo Uovo cosmico, dopo il Big Crunch (implosione) dello stesso
Universo.
L’Esistenza è invece la comparsa di una forma, quindi anche dell’Uomo,
durante un dato periodo di evoluzione (?) cosmica, ovvero in una data
civiltà con un certo tipo di società e di socialità.
La Vita è pertanto immortale; L’Esistenza muore. Essa è l’Impermanenza.
Chi esiste, è pertanto sempre esistito ed esisterà sempre; la sua
energia primordiale lo presenterà in diverse forme successive, nelle
diverse tappe esistenziali. La Vita non si inquina; essa è immutabile,
inalterabile, non conosce il concetto delle dualità, non considera il
pianeta ospitante. Essa è essenzialmente cosmica.
E’ in quanto è. Generata da energia di particelle primordiali.
L’Esistenza, al contrario, si inquina, si piega, si gonfia, si modella,
è variabile, opportunistica, scaltra, buona o cattiva.
Alla fine di un Universo visibile, cioè alla ri-formazione dell’Uovo
cosmico di un Universo in ex espansione, tutte le energie saranno di
nuovo fuse in un’immensa sinfonia cosmica nucleare, in particelle
cosmiche che, dopo miliardi di anni di gestazione ri-esploderanno,
generando un novello Universo in espansione, e quindi in ciò che l’uomo
chiama comunemente: Universo visibile.
Si arguisce come, in questo immutabile gioco cosmico, il concetto del
Bene e del Male non esista come concetto di Vita, ma solo nei concetti
dell’Esistenza, poiché in realtà, il santo e il brigante si ritroveranno
in fusione cosmica di energia, come particelle fisiche nucleari in un
ammasso atomistico di miliardi di gradi Kelvin.
I concetti del Bene e del Male, con tutti i relativi derivati, sono
pertanto appannaggio delle civiltà, delle società e quindi
dell’Esistenza, non della Vita.
Disfattismo cosmico?
NO! Semplici deduzioni cosmo-logiche. Da meditare.
ANATOMIA COSMICA COMPARATA
Correlazione tra Microcosmo e Macrocosmo, ossia tra
gli elementi e i processi che danno origine, divenire e morte al "corpo"
dell’Universo e quelli del corpo umano.
a - L’Universo visibile è scaturito dall’esplosione dell’Uovo cosmico
primordiale, qualcosa come 15 miliardi di anni fa.
b - Tra alcune civiltà antiche, come ad esempio quelle del Centro
America, il moto costante, eterno ed esasperante dell’Uovo cosmico che
si contrae e che esplode, veniva chiamato HURACAN o CUORE DEL CIELO, per designare le
diastole e le
sistole dello stesso Universo. In Oriente viene invece rappresentato
con i movimenti di apertura e di chiusura dei petali del FIOR DI LOTO.
L’Universo visibile è dunque nato dall’Uovo ma, in verità, di Uova
Cosmiche ce ne sono in stragrande quantità, proprio come nell’Utero di una Femmina.
c - Le Uova, cosmiche o no che siano, devono essere "fecondate", per
creare qualcosa di nuovo.
Ci sarebbe quindi un Fecondatore (Universo Maschio), che il premio Nobel
per la Chimica Ilya Prigogine, definisce: Freccia del Tempo e che
il remoto testo tibetano Ye smon Gyal po, erroneamente tradotto
con il titolo "Stanze di Dzyan", chiama "Dardo fecondatore"
(dov’è la differenza?).
d - Se c’è un Fecondatore e un ricettacolo per la Creazione, si parla di
due elementi, due fattori, due corpi che operano per originare un "parto
cosmico".
L’Uovo cosmico primordiale, all’atto della sua immane esplosione,
partorisce un nuovo Universo in espansione.
e - Può anche darsi che l’Universo si "autofecondi". Si avrebbe così un
Universo androgino, proprio come si ipotizza fossero alcuni Esseri dei
tempi remoti.
f - L’Universo visibile di oggi, sarebbe pertanto il prodotto di una
copulazione cosmica, consumata
tra Universo maschio e femmina.
g - L’Universo fecondatore potrebbe essere ciò che gli umani
chiamano Anti Universo.
h - Galassie e materie stellari sono cellule viventi di uno sterminato
corpo cosmico.
i - L’Uovo cosmico ha il movimento del cuore umano (diastole/sistole =
Big Bang e Big Crunch = Fior di Loto) e potrebbero
esistere altri "pezzi"
Cosmo-anatomici, quali: occhi, bocca, interiora, fegato eccetera, che
vengono oggi tradotti in linguaggi e terminologie di pura Astrofisica.
Da meditare. DIO BUONO E MISERICORDIOSO Questo è quello che comunemente si dice, con tanta
fede. Ma Dio era spietato, vendicativo, distruttore e despota. Non lo
dico mica io... lo scrive la Bibbia. "....la sua collera divampa, le sue labbra trasudano furore e la sua
lingua è un fuoco divorante... Ecco il Signore degli eserciti, abbatte
con terrificante potenza i rami... Ecco il Signore, viene col fuoco, il
suo carro è come un turbine, deciso a saziare la sua collera con
l’incendio e le sue minacce con le fiamme di fuoco..."(Isaia).
Esaltante il commento di Padre Jacobo Tirino Antuerpiani (1775): "Igne
veniet, vindictae temporalis; cum igne conflagrationis et gladio divinae
ultionis; per Turbinem designatur celeritas et impetus...". "Un fuoco uscì dalla presenza del Signore e divorò i 250 uomini..."
(Numeri). "Il Signore è un Dio geloso e vendicatore. Il Signore fa vendetta...e
conserva rancore verso i suoi nemici..."(Nahum). Altro che il
perdono e il non toccate Caino! "Ecco la Gloria del Signore, il suo rumore era come di una massa di
acque e la terra risplendeva della sua imponenza..."(Ezechiele).Tirino:
"Erat quasi vox aquarum, inundatium, dum summo impetu, strepitu,
fragore..."(!). Chissà che razza di macchine aveva...!
Chiudiamo così, per ora, descrivendo la punizione per un tumulto.
Rivolgendosi a Mosè e Aronne, Egli disse: "Allontanatevi da questa
moltitudine ed io li consumerò in un attimo...".
I morti per quel castigo furono 14.700... con un sol colpo! E’
comprensibile perché il popolo, un bel giorno decise di non adorarlo
più.
Per oltre 50 anni adorò un meccanismo magico e misterioso che si
chiamava Nehustan e che invece di uccidere, guariva...Chissà mai
cos’era, per prendere il posto di YHW! Ma i Padri della Chiesa hanno
messo subito la toppa e lo hanno fatto diventare un... serpente di
bronzo. Volete vederlo? Andate in S. Ambrogio a Milano: nella parte
sinistra della navata centrale, vicino al quarto pilastro, vedrete una
colonna isolata che regge il serpente di bronzo. Ma per maggiori
esaltanti ragguagli leggete la Bibbia, Numeri 21, 4-9 e il IV Libro dei
Re 18,4 e se volete, il mio libro "La Colonna di Fuoco".
MULTA PULCHRA
TERRE SANTE
Il termine “santo” deriva dal sanscrito shanta, colui che sa,
l’ispirato, così come “padre” deriva dal sanscrito pitr (padre) o
il termine “papa” che deriva dal tibetano Pags pa, eminenza, eccellenza... Non c’è da stupirsi, la civiltà
sanscrita inseminò l’Europa e chi vuol vedere i veri europei vada ad
incontrare le etnie del Dardistan, dirette discendenti dei
sanscriti. Orbene, terra santa dovrebbe significare “terra di
sapere” o “terra di ispirazione” o altri analoghi significati. E’
indubbio che molti pronunciano questa frase condendola soltanto di fede
religiosa o adagiando la propria mente sulle ali dell’abitudine di
massa. E anche se dovessimo prendere per buona la ragione religiosa, non
vediamo perchè una terra dovrebbe risultare “santa” anche per coloro che
non sono della medesima fede. Se poi volessimo accettare la questione
puramente religiosa, dovremmo chiamare “sante” anche quelle terre che
hanno dato origine a tutte le religioni del pianeta Terra.
Perchè scrivo questo tortuoso preambolo? Semplicemente perchè esiste una
terra di Sapienza antica, di crocevia religiosi e di ricordi di remote
civiltà che ne fanno davvero una terra santa. Parlo del Sinkiang
Uighur, là dove si estende il meraviglioso deserto del Takla
Makan, custode di vestigia remote e di religioni per le quali gli
uomini non sono in conflitto, ma vivono in fratellanza. Tra i Laghi del
Lop Nor, le vestigia di Lou Lan, di Kharadong e di Khara Koto, lo
stupendo fiume Tarim Basin, la misteriosa località di Kashgar (Kashi),
la depressione del Turfan e le Montagne del Paradiso della Zungaria, il
grande Sven Hedin trovò medaglie e monete con l’effige di Nestorio di
Germanicia, cristiano, forse ricordi del misterioso Prete Gianni. E i
cristiani nestoriani ci sono ancora in quella terra, insieme agli
islamici, ai buddhisti, agli sciamani veri. Vivono in pace, depositari
di antichissimo Sapere, di profonde radici di Saggezza, di luminose
civiltà.
Sì, quella è davvero una Terra Santa.
NIBIRU
Quante ipotesi sui "nuovi pianeti" che navigano
nel Sistema Solare! Quante fantasie e anche catastrofismi legatia religioni, psiconi di paure di massa,
sensi di colpa mediatici o semplicemente mania di mettersi in mostra.
Sull'ipotesi del pianeta Nibiru se ne dicono di cotte e di crude. Io
vorrei riportare, sic et simpliciter, quanto è scritto nel magnifico
ENUMA ELIS, il poema dellaCreazione assiro-babilonese di
migliaia di anni fa.
Premesso che il nome Nibiru è legato al grande Marduk, il remoto
"ordinatore" dei nostri cieli e premesso che il detto Marduk era un
"dio" in carne ed ossa che veniva a controllare se le cose andavano
secondo le sue disposizioni, e premesso ancora che la sua macchina
aerea, di potenza inaudita, si chiamava Muscussu, ecco quanto
dice la Tavola Quinta dell'Enuma Elis:
"Egli formò la stazione per i grandi dei...
Egli fondò la stazione di Nibiru per fissare il loro legamento...affinchè
nessuno trasgredisse...
Egli stabilì presso di lui la stazione di Enlil ed Ea...".
Bene: chi vuol nascondere queste parole nella Mitologia di comodo e
annebbiacervelli, lo faccia pure. Io invece desidero scendere tra le
righe e fissare nella Mente i termini "stazione" e "legamento" e poi,
ricordandomi che anche le remote scritture sanscrite parlavano di
stazioni orbitanti, come quella chiamata Sudarsoma, che ospitava
33 "Dei" che navigavano nello spazio detto Samudrasantàna, mi piace
essere convinto doversi trattare non di semplici pianeti, ma di punti di
collegamento, di basi logistiche e tattiche per Coloro che in tempi
lontanissimi furono padroni dei nostri cieli e spesso divennero re divini sulla Terra.
SFILATE DI MODA: MA A CHE SERVONO?
Si, va bene. La moda è un’industria, è creatività, è uno dei nomi che
“fanno” l’Italia, è un giro di miliardi... Va bene, ma all’Umanità che
beneficio porta? Quali sono i progressi mentali che procura all’uomo? La
si accetta per assuefazione, per addormentamento di neuroni, per
consuetudine psiconica, o perchè se ne avverte una certa importanza
indispensabile e momentanea?
Le “sfilate” non interessano quasi più, non ci si diverte più, non si
ammirano più.
Sono quasi uno spettacolo comico, a dir poco. O uno studio
socioantropologico. Per me, di sicuro. La vera femmina non viene
sottolineata, è rara, la femminilità è decaduta in verticale, o forse è
scaduta. La donna è diventata un pupazzo vestito spesso con gusti
ridicoli, da barzelletta. I tentativi di trovare aggettivi e parole di
accompagnamento ai modelli degli abiti, denotano forzature linguistiche
e velate imposizioni subliminali da disperati. Non si sa più come
pubblicizzare il perchè.
Le frasi-droga e le parole annebbia-cervello che accompagnano le sfilate
di moda non si contano più: “per la donna che guarda avanti”. Ma
dite la verità: quell’avanti va silenziosamente a potenziare il
famelico scettro femminista italico?
E allora ditelo chiaro: “per la donna che lotta per il potere”...
E’ raro vedere il potere che sorride. Egli si presenta con il volto
serio, accigliato, pensoso, volitivo, maschio. Proprio come le
espressioni sui volti delle indossatrici. Sempre altezzose, serie, quasi
mai con un sorriso, con atteggiamento di superiorità, quasi di sprezzo e
di disprezzo, impegnate cerebralmente, sguscianti come fantasmi che
hanno un sacco di cose da fare, poverine. E se si aggiunge che queste
espressioni ondeggiano su corpi fatti di sole ossa, su gambe che
sembrano frantumarsi da un momento all’altro e su camminate degne di
robot fantascientifici di invasori interplanetari, allora c’è da
chiedersi: ma che fine ha fatto la donna?
Chissà come soffrirà interiormente l’indossatrice allegra, la vera
femmina, magari anche romantica! Ma la donna “dev’essere presentata
così”, così la vogliono i santoni delle leggi della nuova socialità,
come un robot, e anche perchè è lei stessa che si compiace esserlo.
E beccatevela così!
Forse arriverà il giorno in cui il maschio della Terra, stanco e
disgustato di vedere la natura femminile avariata, progetterà un nuovo
“ratto delle Sabine”.
Si, ma da un altro pianeta. CARNAC Magico nome, magica terra!
Regina del Morbihan in Bretagna, Carnac sonnecchia al Sole luminosissimo
della Costa dei Megaliti; vi si può giungere dopo aver percorso
l’itinerario dei fantastici castelli della Loira, puntando poi
direttamente su Nantes e quindi sulla Costa d’Amour: ecco Vannes, ecco
Auray, autentici splendidi gioielli che si specchiano nelle limpide
acque di un Oceano dai riflessi d’argento!
Puntando su Carnac, l’atmosfera diventa elettrizzante; si intuisce di
esser prossimi alla vista di uno spettacolo esaltante, indimenticabile,
non di questa Terra né di questa dimensione.
All’improvviso la campagna si apre in uno scenario irreale, impensabile,
colossale: 3.000 e più megaliti (Menhir), e numerosi Dolmen.
Megaliti incredibili, colossali, a volte solitari e maestosi, spesso a
gruppi, come se fossero famiglie.
Fenomenali macigni conficcati nella terra da remoti esseri umani;
macigni alti 5, 6, 7 metri che per altri metri si allungano sotto il
suolo.
Uno di questi, a Kerloas en Plouarzel, misura 10 metri di altezza e pesa
150 tonnellate!
Qualche chilometro a Nord di Carnac, percorrendo la Rue des Korrigans o
quella di Courdiec, ecco apparire i famosi Allignements du Menec:
1169 megaliti disposti su 11 linee, per una larghezza di 100 metri, su
un percorso che si snoda lungo 1167 metri.
Poco distanti si trovano gli Allignements de Kermario: 1029
megaliti disposti in 10 linee, per una larghezza di 100 metri e su un
percorso di 1120 metri; e poi i megaliti di Kerlescan, 594 menhir
su 13 linee per 139 metri di larghezza e 880 metri di percorso.
Tutta la vasta zona, per un raggio di molti chilometri, è disseminata di
megaliti, disposti in ovale o in rettilineo, oppure svettanti
maestosamente a singolo elemento o in gruppi.
I nomi delle località megalitiche del territorio sono anch’essi strani:
Kerzehro, Pennarc’h, Er, Kerveatous, Druides, Crucuno, Ioh, Kerkado, Ty,
Kerbannalec, Croh, Crach; nomi da fiaba e da realtà sconosciute.
Il più grande Menhir (oggi per metà rovinato) resta comunque quello di
Locmariaquer, nei pressi di Carnac in direzione del vasto Oceano: 350
tonnellate letteralmente conficcate al suolo!
Dall’esaltata era del computer e del termonucleare (riscoperto) ci si
trova immersi in storie di oltre 5.000 anni fa: storie di Uomini forti,
di misteriosi predecessori dell’attuale HomoTecnologicus,
storie di chi, forse, possedeva Scienze sconosciute o era in contatto
con appartenenti a Civiltà evolutissime.
E parliamo di evoluzioni sia materiali che spirituali.
Fanno un po’ ridere i Santoni della Scienza ufficiale allorchè,
annaspando nel buio della non-conoscenza, enunciano i loro postulati,
accettati per assuefazione, e che per lo più si basano su “Luoghi di
raccolta dei Morti!”
E diventano un po’ bambini capricciosi allorchè, rigirando tra le mani
ossicini vari e basandosi sulla tanto esaltata antropometrìa, fanno
compiere arteriosclerotici balzi di centinaia di migliaia di anni a
questo tartassato Homo Sapiens! Le verità sono ben altre.
Sono forse quelle che in un nanosecondo dilagano nella mente di chi,
ammutolito, si ritrova a percorrere la foresta di quei megaliti
giganteschi: verità che parlano di storie sconosciute e meravigliose
dell’Umanità.
Storie di Giganti, storie di Religioni cosmiche, storie di Razza
sconosciute e potenti, storie di superciviltà scomparse.
E’ fra quei messaggi enigmatici che i grandi camminano pensierosi, i
bambini gioiscono festosi; si è portati a dimenticare tutto, rapiti da
quella dimensione cosmica, le labbra vengono increspate da smorfie di
sbigottimento e incredulità e la meraviglia, l’intima gioia e il
turbamento, regnano sovrani.
Taluni cercano affannosamente un segno, un simbolo, un’iscrizione; altri
infilano mani e braccia tra le plurimillenarie spaccature che si aprono
sui megaliti, altri ancora salgono trionfanti sulla sommità dei
Menhir, o li abbracciano felici.
Ma questi Allignements, talora dritti come un’autostrada, restano
ancora un inesorabile, affascinante mistero della Terra, così come
Stonehenge nel Sud della Gran Bretagna, sul quale si continuano a
raccontar favole, o come tanti altri autentici enigmi disseminati su
questo piccolo pianeta e sui quali si scrivono fiumi d’inchiostro, pur
di non accettare “altre” Verità.
Passeggiando assorti e pensosi tra questi giganteschi e meravigliosi
misteri è difficile non esser rapiti da autentico entusiasmo e da
elettrizzante desiderio di Sapere; forse a qualcuno potrà venire un nodo
alla gola, per non poter conoscere quel passato meraviglioso e
colossale, pur calpestando la stessa terra che fu sede di remotissimi
antenati.
Ordinati e silenziosi, i giganteschi massi non lasciano trapelare nulla:
i pensieri si intrecciano e ognuno vive nel suo mondo con i propri
pensieri, immerso in un’altra dimensione.
Spettacolo superbo e stupendo, manifestazione di potenza inaudita, di
conoscenza e di profondi misteri.
E la notte, al chiaror
della Luna, le scintillanti punte dei Menhir cercano vibranti qualcosa
lassù, nell’immensità degli abissi cosmici.
ELOHIM Il grande Enoch, radiato dalla Bibbia
per le sue meravigliose esperienze spaziali e apparizioni
mistico-tecnologiche, opera una precisa descrizione degli Elohim.
Nel suo mirabile “Libro dei Vigilanti” (Enoch etiopico), parte II, cap.
VI, scrive: “Ed accadde, da che aumentarono i figli degli uomini, che in
quei tempi nacquero ad essi, ragazze belle di aspetto. E gli Angeli,
figli del Cielo, le videro e se ne innamorarono e dissero fra loro:
‘Venite, scegliamoci delle donne fra i figli degli uomini e generiamoci
dei figli.’ E disse loro Semyaza, il loro capo: ‘Ciò non dovrà essere
fatto, perché io solo pagherò il fio di questo…’
E tutti gli risposero e gli dissero: ‘Giuriamo tuttinoi’, e si
impegnarono di non recedere da questo proposito. Ed erano, in tutto, in
numero di duecento. E scesero in Ardis, sulla vetta del monte Armon…
E si presero per loro le mogli ed ognuno ne scelse una, e si unirono con
loro…
Insegnarono loro incantesimi e magie e mostrarono il taglio delle piante
e radici.
Ed esse rimasero incinte e generarono giganti di trecento gomiti…
(Come dice l’Oblato Jacobo Tirino Antuerpiani, grande
commentatore biblico:
“Ex hac commistione, prognati sunt gigantes ”).
Costoro mangiarono di tutto e la fatica degli uomini e i giganti si
voltarono contro gli uomini e ne mangiarono…
La terra, allora, li rigettò…
E allora il Grande, l’Altissimo, parlò ed inviò Arseyaleyor dal figlio
di Lamek (cioè da Uta Napishtim, Noè) e gli disse: ‘Digli, a nome
mio, di nascondersi, di fuggire, e manifestagli la fine della Terra e
quel che in essa perirà…’.”
Dobbiamo precisare che per “Terra”, devesi intendere soltanto la
Mesopotamia, che in quel tempo era considerata il centro dell’Universo
tutto!
Come si può arguire, gli Elohim, non furono certamente quegli
extraterrestri belli, biondi, celestiali, eterei e pregni d’amore che, a
detta di taluni, formarono l’uomo a propria immagine, diffondendo il
Verbo dell’Amore divino!
Se così fosse, l’uomo sarebbe, a dire poco, mostruoso…ma non è detto che
non lo sia, agli occhi di altri abitatori del Cosmo...